BENVENUTI NEL BLOG DELLA STORICA COMUNITÃ DI #OVERIl buon vecchio Chavez ce l'ha fatta, con oltre il 54% dei consensi e' riuscito a far passare il referendum che gli permette di candidarsi sempiternamente Presidente della Repubblica di Venezuela.
Il dato di per se potrebbe dovrebbe garantire tranquillita' al messia del socialismo del XXI secolo in salsa guacamole.
Ma il condizionale e' d'obbligo.
Innanzitutto ha fatto notare una chiara eclissi di consensi, passando dal 64% nelle passate politiche al 54% in questo referendum. Ha perso stati importanti come il Zulia e Tachira, lo stesso sindaco della capitale, Caracas. Insomma potrei sostenere che e' riuscito a far passare la riforma che gli permette di ricandidarsi ma non ha in tasca la vittoria nel 2012.

Stiamo assistendo una crescente crisi nella regione andina.
I protagonisti sono i sempre e soliti noti.
Da un lato Chavez che per solidarietá con Bolivia espelle l'ambasciatore nord americano e definisce gli usa "yanquis de mierda".
Dall'altro lato Bush rispedisce a casa quello venezuelano. Per la veritá Venezuela lo ha richiamato poco prima che gli venisse formalizzata l'espulsione.
I toni belligeranti di Chavez che nel suo lungo discorso si é detto pronto ad un altro Viet si contrappone la pacata tranquillitá "yanqui".
Il tutto condito da manovre di bombardieri russi nei cieli venezuelani.
Chavez affronta un momento di crisi politica interna ed é verosimile che alle regionali di fine novembre riceva una dura lezione dai propri oppositori interni, per tale ragione la sua retorica cerca di infiammare il nazionalismo nelle masse.
Evo Morales sta messo peggio in Bolivia, dove da giorni ci sono scontri nelle strade al limite della guerriglia urbana. Personalmente non credo che l'amministrazione Bush, asfittica e ormai in declino possa fare molto di piú di ció che ha gia fatto (espellere l'ambasciatore venezuelano) oltre al congelamento dei beni dell'ex ministro degli interni venezuelano Chacín per aver appoggiato la FARC addirittura con un prestito di governo per 250 milion di dollari. Situazione intrigata per Uribe, in quanto il tam tam dei mass media lo indicherebbe come prossimo ambasciatore a Bogota. Se Chavez decidesse di inviarlo in Colombia Uribe sarebbe costretto a rispedirlo al mittente. Lo scenario attuale gia presenta tonalitá fosche se si dovesse allargare la crisi anche a Bogota la situazione potrebbe diventare una polveriera.
Stamattina, 1° Settembre 2008 sono sceso al bar a fare colazione, come mia abitudine.
Mentre bevevo il mio caffe con un donut al cioccolato svogliavo pigramente le pagine del giornale.
Di un tratto faccio un salto sulla sedia, quasi verso il caffe sul maglione, il donut mi va di traverso.
A pagina 4 del quotidiano un titolone a 5 colonne: "FARC TIENEN NEXOS CON ITALIA". La farc ha legami con l'Italia.
Sembra, fonte la Repubblica, non di certo un giornale di destra, che RC e la FARC abbiano legami profondi e uno scambio collaborativo di un certo spessore.
In una mail intercorsa tra il defunto capo guerrigliero Reyes e Marco Consolo (responsabile per il sudamerica di RC) Consolo invita a una certa prudenza Reyes sul caso Ingrid Betancourt in quanto puo' trasformarsi in un boomerang.
Nel mese di Ottobre 2006 inizia un doloroso e lungo calvario che vede coinvolta tutta la famiglia di mia moglie, nessuno escluso.
Mio cognato viene arrestato nel mese di Febbraio 2007 in un bar nel centro commerciale piú rinomato della cittá. Era giovedi, il 15 Febbraio 2007 quando accade.
Io ero comodamente seduto in un altro bar, sempre nello stesso centro commerciale, al momento dell'arresto.
Ricordo anche la ora, 17:30pm (fuso orario di Bogota).
Operazione pianificata al dettaglio perche' ci fosse uno scandalo nello scandalo, infatti i giornalisti ci vanno a nozze subito.
Arrestatp in un centro commerciale, di giovedi (tra l'altro giorno di paga) e alle cinque e trenta del pomeriggio quando c'e' il maggior afflusso di persone, giustamente appena si viene pagati si corre a far compere come succede in ogni parte del globo.
Mentre tutto ció avveniva io ero assolutamente spensierato bevendomi un caffé in compagnia di un amico, parlando di tutto e di nulla.
D'un tratto ricevo una chiamata sul cellulare e vengo avvisato in tempo reale che se lo stavano portando via a pochi metri da dove ero io.
Corro verso il bar dove era lui, ma giungo tardi, gia se lo erano caricato sulle macchine ed era gia diretto presso le installazioni di reclusione provvisoria della Fiscalia General de la Nación.
Posteró in forma integrale il comunicato della FARC ove annunciano la morte di alias tirofijo, comandante supremo e indiscusso di questi terroristi per oltre 60 anni.
foto di Alfonso Cano, Alias timochenko, nuovo leader della FARC
“Cuando hace 60 años, la oligarquía desató la guerra fratricida en nuestro país a través del terrorismo oficial y los odios partidistas buscando cambios en la tenencia de la tierra y la recomposición del poder político, desestimó la enorme capacidad de resistencia de nuestro pueblo y las colosales dimensiones de su dignidad.
Al igual que centenares de miles de campesinos, Pedro Antonio Marín fue perseguido desde entonces por el Gobierno y los sicarios paramilitares de la época, obligado a abandonar su sosiego, trabajo y pertenencias y luego, a defenderse para sobrevivir a la barbarie oficial en aciago episodio de nuestra historia nacional que costó la vida a cerca de 300 mil compatriotas y propició el despojo impune de millones de hectáreas de tierras fértiles que pasaron a manos de poderosos jefes liberales y conservadores de todo el país.
Scrivo e parlo da imprenditore,
certo io non sono ne Montezemolo, ne Agnelli, ne Benetton ne lontanamente ho una struttura assimilabile alla loro, tanto meno affronto le problematiche essi devono affrontare.
Ho pero' una ditta, una societa' per azioni, unico elemento in comune che posso avere con loro, do lavoro a diversi operai, tutti assunti con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.
Do lavoro a un ingegnere mineraio e a un geologo minerario, anche loro con regolare contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.
Do lavoro anche a me stesso, perche' nella societa' che mi vede general manager oltre a detenere le azioni che mi spettano come socio e ricevere gli utlili secondo le azioni che io detengo mi sono sempre dato un regolare contratto di lavoro subordinato e tempo indeterminato e relativo stipendio.
Non so se questa figura sia possibile anche nella legislazione italiana, ossia che il general manager di una ditta sia altresi vincolata ad essa con regolare contratto di lavoro subordinato, da quello che ho potuto vedere molti miei colleghi italiani ricevono dei compensi per le funzioni che svolgono, ma sono privi di vero e proprio contratto lavorativo.
In Colombia questo e' possibile, la legge lo permette.
Non so che effetto fa a voi. A me dopo aver letto questo articolo che riassume chiaramente i fatti e le immagini di questi ultimi giorni, i nostri problemi, un governo che cade sui casi personali di Mastella..mi sembra ancora più ridicolo.
Il Post di Yeri mi fa anche riflettere su un altro elemento che tutto sommato stride. In questi giorni si parla molto della crisi dei mercati internazionali, si parla poco della causa. Credo di capire anche il perché. La maggior parte dei commentatori di economia italiani, ogni volta che discutono dei nostri problemi, prendono a modello il sistema made in Usa. Chiaramente ora è difficile spiegare che quella filosofia è fallita miseramente, che il dollaro è in crisi, che gli economisti internazionali ritengono all’unanimità che gli Stati Uniti sono in recessione irreversibile, ovvero “decadenza economica”.
Sicuramente incidono fattori esterni, vedi lo sviluppo di paesi emergenti, la Cina, l’India, il Pacifico. Incide l’Euro, il dollaro non è più l’unica moneta di scambio, anche se c’è ancora molto da fare.
Ma nessuno può negare che il problema principale è che gli Usa si trovano ad affrontare questi cambiamenti con un’economia troppo fragile, grazie proprio alla politica impressa soprattutto dal suo Presidente in questi anni.
Pensare che l’economia, il Pil, lo sviluppo, si sostengono solo con la leva fiscale è pura ideologia. Poi, la follia tutta americana di contenere la spesa sociale e spendere tutte le risorse in armamenti, magari alimentando guerre, a breve può fare alzare il PIL, alla lunga può solo creare sconquasso.
In mezzo a tutto questo noi che facciamo? Beh, leggete i titoli dei giornali dell’ultimo mese e vi rendete conto.
Il circo farc ha chiuso il telone con un doppio colpo di scena finale.
Riepiloghiamo tutta questa faccenda che sarebbe anche comica se non ci fossero vite umane che attendono di essere liberate da oltre cinque anni e per alcuni addirittura dieci.
Mentre L'Onorevole Morgantini tuonava con penna infuocata dal suo ufficio di Bruxelles contro il Governo del Presidente Uribe, colpevole secondo lei di non essere collaborativo per la liberazione degli ostaggi, incoraggiando la folla a manifestare davanti all'ambasciata colombiana a Parigi, in Colombia il Circo-FARC-CHAVEZ-SARKOZY-KIRCHNER metteva in atto i suoi ultimi colpi di teatro burlesco provocando l'isteria nazionale e internazionale.
Si chiese al governo colombiano di liberare Rodrigo Granda, ottenuto, si chiese di liberare 150 guerriglieri, ne vennero liberati 125 e si stava procedendo a liberare i restanti 25, richiesta esaudita, si chiese una zona di “despegue” (decollo), il governo propose una zona smilitarizzata per 30 giorni e la FARC rifiutò. Ho il dubbio che in 30 giorni non sarebbero riusciti a seminare, coltivare e alla fine processare nessuna tonnellata di coca e che questa è stata la unica e vera ragione del rifiuto guerrigliero. Chavez chiese un corridoio aereo ove poter far alzare aeronavi indisturbate, anche questa ulteriore richiesta venne esaudita. Chavez informò la comunità internazionale che presto si sarebbe liberata Clara Rojas e suo figlio e battezzò l'operazione di riscatto "EMMANUEL", in omaggio al bambino nato durante gli anni di sequestro e stupro della madre.
Dagli USA arriva Oliver Stone per immortalare la scena del riscatto ed ecco il primo colpo di scena, degno del miglior thriller made in Holliwood, la FARC annuncia che non libererà' i prigionieri sostenendo che la vita degli stessi prigionieri e del bambino correrebbe un serio rischio per le operazioni di disturbo militare effettuato dall'esercito regolare. Il Governo smentisce qualsiasi operazione militare e non si vedeva ragione per mentire, una volta liberato Rodrigo Granda, uni degli uomini più' ricercati dalle autorità colombiane e americane, una volta liberati 125 guerriglieri, e concesso il corridoio aereo non ci si aspetta che il Presidente ordini un operazione di disturbo, sarebbe un perfetto idiota.
Il 28 dicembre 2007 il GAULA colombiano, reparto speciale della polizia, riceve una chiamata anonima che informa che il figlio di Clara Rojas è in mano al bienestar familiar di Bogota e sarebbe registrato con il nome di Juan David Gomez Tapiero. Il Presidente colombiano che fino al quel momento era alle corde come un pugile suonato dai colpi ricevuti dalla comunità internazionale chiama una conferenza stampa, informa l'opinione pubblica mondiale e chiede che si facciano esami di laboratorio sul DNA del bambino e dei parenti prossimi di esso al fine di far luce su tutta la questione.
Chavez tenta un ultima volta di proteggere il proprio rapporto con la FARC dichiarando da Caracas che i guerriglieri colombiani non gli hanno mai mentito e non vede ragione per la quale dovrebbero mentirgli ora e che al contrario menzognero era Uribe e tutti i suoi ministri, con voce mesta, quasi in cantina ammette alla fine che la prova del DNA è necessaria.
Oliver Stone ritorna a Malibù e me lo posso immaginare in aereo camminando come una tigre chiedendosi a cosa sia andato a fare a Villavicencio, municipio sperduto nel grande llano oriental, ove quando fa freddo vi sono 35 gradi all'ombra e moscerini cosi grandi da potersi facilmente scambiare per elicotteri.
Kirchner prende l'aereo anch'egli il giorno stesso della conferenza stampa di Uribe e scappa come una tigre ferita, si era fidato del suo amico Chavez e me lo posso immaginare in aereo che morde la cintura di sicurezza per la vergogna.
La Croce Rossa Internazionale stoica non molla e rimane a Villavicencio a farsi mangiare dai mosquitos.
Oggi 4 Gennaio 2008, a 4 giorni dall'annuncio di Uribe, la Procura della Repubblica annuncia che il bambino ha altissime coincidenze di DNA con la famiglia materna.
E con questo il circo è totalmente crollato, il pagliaccio é caduto dal trapezio, la tigre si è mangiata la donna cannone e finalmente, si fa per dire, Uribe esce dall'angolo può guardare dritto negli occhi l'Onorevole Morgantini e dirle: "Cara signora ora vada a manifestare nella selva colombiana davanti a Rodrigo Granda, dandogli del bugiardo". Può guardare Sarkozy e dirgli che se vuole la zona di smilitarizzazione se la faccia alle porte di Parigi, se gli aggradano i guerriglieri glieli mandiamo con voli charter, se li può tenere stretti. Ma soprattutto, può guardare in faccia Chavez e dirgli: "Caro amico mio....l'operazione EMMANUEL rimarrà scritta nella roccia a lettere cubitali come la più grande burla degli ultimi 20 anni, ora torna pure dentro ai confini venezuelani a leccarti le ferite. Come sempre ho sostenuto la FARC non ha alleati, non ha amici e soprattutto son più furbi di te".
Uribe non potrà mai dire certe frasi a tutta questa gente dato il suo ruolo istituzionale, io però lo posso fare. IL CIRCO HA CHIUSO, MANICA DI BEOTI!
P.S.
Vi informo che il Presidente Uribe in questo momento sta riposando nella sua fattoria, godendosi questo momento di relax.....buon riposo Presidente!
Onorevole Luisa Morgantini,
ho letto la Sua lettera al Comitato di sostegno per Ingrid Betancourt, ove affronta il delicato problema della liberazione degli ostaggi in mano alla farc.
Dalle Sue parole ho notato non poche imprecisioni sui fatti realmente accaduti e molte omissioni su altri fatti che hanno determinato il fallimento della mediazione del Presidente Chavez e Sarkozy.
Lei imputa al Presidente Uribe l'assoluta responsabilita' di aver interrotto il negoziato durante il mese di Novembre, infatti la Sua lettera porta come data il 23 novembre 2007.
Le faccio notare che l'interruzione dei negoziati fu derivato dalla condotta inusuale e oltremodo violatoria degli accordi tra Colombia e Venezuela per opera di Chavez. Uno dei punti dell'accordo era l'astensione da parte del Capo di Stato venezuelano di ogni contatto con gli ufficiali delle forze armate colombiane.
Il Presidente Chavez chiamo' per ben tre volte il generale capo di stato maggiore Padilla violando l'accordo.
Alla terza chiamata ricevuta via telefonica il generale Padilla ha informato il Presidente Uribe chiedendo istruzioni su come agire.
Nella sua lettera manca del tutto di fare riferimento a questo particolare. Lei prosegue la lettera sostenendo che Uribe manca di totale volonta' politica per portare a termine il negoziato che porti alla loro liberazione.
La storia sia passata che recente la smentisce Onorevole!
Il Presidente Uribe gia nel 2002 apri' unilateralmente nella citta' di l'habana, Cuba, un protocollo di pace con tutte le forze terroristiche colombiane, FARC, ELN, E AUC.
AUC, paramilitari di destra hanno totalmente aderito al processo di pace e in questo momento si sono smilitarizzati. I loro Capi, Mancuso, Jorge40, Macaco, El Aleman, El loco Barrera solo per citarne alcuni in questo momento sono incarcerati a Itagui'.
ELN sta trattando con il governo il proprio disarmo e divenire presto, si spera, un partito politico a tutti gli effetti.
Le ricordo Onorevole che ben 2000 guerriglieri di sinistra dell'ELN sono stati massacrati dalla FARC negli ultimi 5 anni per aver aderito al programma di disarmo, Onorevole non mi venga a dire che ELN non e' una guerriglia di sinistra.....Le ricordo le morti dei sindacalisti di ELN massacrati dalla FARC negli ultimi 5 anni.
La storia recente dovrebbe essere per Lei oltremodo difficile da digerire.
Il governo Colombiano ha liberato a Rodrigo Granda e a 125 guerriglieri pur di riavere Clara Rojas, il figlio nato da uno stupro durante il sequestro e Betancourt.
Le rammento, Onorevole, che Rodrigo Granda e' il "ministro degli esteri" della farc.
Altresi, sempre il governo colombiano ha concesso un corridoio aereo al fine che elicotteri della farc o venezuelani potessero entrare o uscire da Colombia senza che un intervento delle forze armate potesse imperlo, il corridoio aereo e' stato fortemente voluto da Chavez e non ha prodotto nulla.
E' stato impedito all'esercito colombiano di operare in una zona grande quasi quanto l'italia al fine di agevolare lo spostamento della farc. Altra richiesta di Chavez senza che abbia prodotto un qualsiasi risultato alcuno.
Alla proposta della farc di una zona de despeje come quella del caguan, che le ricordo fu un distastro che provoco' migliaia di morti dal 1998 al 2002 il governo ha proposto una zona smilitarizzata per 30 giorni al fine di facilitare il loro rilascio.
Il Governo Uribe dal 2002 ad oggi ha concesso ogni possibilita' di ripacificazione alla farc e ha recentememente esaudito ad ogni singola richiesta fatta da Chavez, inutilmente, guerriglieri liberati, per cosa? Granda libero per cosa?
Quanta cocaina vuole nelle strade Onorevole? Quanta cocaina e' necessario che farc faccia arrivare ai giovani europei al fine che lei riconosca che essi sono mafiosi e non i robin hood che lei creda che essi siano?
Quanti bambini colombiani devono morire per le mine antuomo della farc devono essere disseminati perche' la sua coscienza politica e di essere umano si scuota?
Per via dell’amicizia con Fabio ma anche per altre questioni familiari, sono arrivato ad avere una conoscenza delle cose di Colombia che non tantissimi in Italia possono vantare.
Questa domenica ci sono stati due fatti analoghi che in qualche modo hanno segnato un momento storico nella politica mondiale.
Due uomini hanno tentato attraverso votazioni di instaurare nel loro paese una dittatura di fatto. Sui due si possono scrivere e si sono scritti fiumi di parole, la maggior parte delle volte accusando o giustificando l’uno o l’altro, più seguendo le proprie tendenze politiche che non sulla base di fatti reali.
Io invece proverei a trarre dal fatto, l’unica cosa certa, dettata unicamente dalla logica. Nei risultati, uno ha vinto, l’altro ha perso. Non si è mai visto un dittatore perdere le elezioni. E allora: complimenti al Venezuela, e auguri alla Russia per essersi riguadagnata altri 30 anni di “libertà”.
Ps: a noi sembrano cose lontane, forse non tutti si rendono conto che anche nel nostro paese c’è chi progetta da anni qualcosa di simile. Così come stava ai Russi o ai Venezuelani frenare un disegno autoritario, così saranno gli italiani a bloccare il progetto. O almeno lo spero, perché finora, non ha trovato ostacoli.